A Gallipoli c’è Mera cucina di mare e contaminazioni d’autore «Ho bisogno del mare perché mi insegna», scriveva Pablo Neruda. E come lui tanti altri come Luca Carboni con quel ritornello “Mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare lì da te, da te…”. E in effetti il mare, più che un luogo, è un maestro silenzioso: insegna la profondità, la pazienza, l’essenzialità. Da sempre è parte della nostra cultura e della nostra cucina, fonte di vita e di sapore.
Perché il mare, nel Sud, non è solo un paesaggio o un ingrediente: è memoria, è casa, è nutrimento dell’anima. E quando incontra la cucina, nonostante esista da milioni di anni sa parlare con voce nuova. Specie se a guidarla è uno chef come Nicolas Pisanello.
Il Mera è un ristorante che si affaccia sulle mura di Gallipoli vecchia facilmente raggiungibile. Un menu intrigante dove ogni piatto racconta una storia fatta di equilibrio tra eleganza e concretezza. Potrebbe sembrare un posto da grandi cifre, con luci soffuse, servizio curato e impiattamenti da fine dining, ma in realtà è una delle migliori sorprese dell’ultimo anno, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Una degustazione di antipasti da cinque portate costa 22 euro a persona. Aggiungendo un primo o un secondo piatto, coperto e calice di vino, si resta comodamente in una fascia di spesa compresa tra i 40 e i 45 euro. Una cifra onesta, soprattutto se si considerano la qualità delle materie prime e la cura maniacale che tutto lo staff dedica ai dettagli.